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domenica 10 luglio 2016

CAVALLERIA RUSTICANA (Rustic Chivalry) - Giovanni Verga

    
Giovanni Verga (1840 - 1922)


CAVALLERIA RUSTICANA

Dramma in prosa in un atto di Giovanni Verga
Rappresentato ai Teatro Carignano di Torino il 14 gennaio 1884
Venne pubblicato su "Cronaca bizantina" il 1° febbraio 1884


TRAMA - È Pasqua, e alla bettola di Gna' Nunzia arriva trafelata Santuzza in cerca del fidanzato Turiddu, figlio di Gna' Nunzia, che ha trascorso la notte fuori. Santuzza sa che Turiddu è stato dall'amante, Gna' Lola, sua fidanzata prima che lui partisse per il servizio militare, sposatasi poi con compare Alfio, che, per lavoro, la lascia sola per lunghi periodi. Mente tutto il paese assiste alla funzione religiosa festiva, Santuzza affronta Turiddu: ne è gelosissima, ed è ormai disonorata, ma Turiddu non vuole accollarsi alcuna responsabilità. Lei, fuori di sé, denuncia la tresca tra Lola e Turiddu ad Alfio e si avvia alla chiesa a funzione finita, presagendo ormai il peggio. Agli amici usciti da messa, tra cui anche Lola, Turiddu offre da bere alla bettola della madre, senza escludere Alfio, che respinge però il bicchiere, sfidando Turiddu a duello. Prima di affrontare Alfio, Turiddu saluta la madre come se partisse per un viaggio senza ritorno, affidandole Santuzza. Nunzia è smarrita, perché non comprende cosa stia accadendo, finché, dal fondo del paese, non giungono le urla di una donna che annuncia la morte di Turiddu. 




COMMENTO - Le novelle 'rusticane' dello scrittore siciliano Giovanni Verga sono ambientate nella campagna della provincia di Catania.
"Cavalleria rusticana", tratta dalla raccolta "Vita dei campi", qui in una trasposizioni teatrale, è la storia del tragico maturare di un delitto per motivi d'onore nell'ambiente arcaico della provincia meridionale.
Turiddu (diminutivo di Salvatore, Turi nel dialetto locale), tornato dal servizio militare, trova Lola, la sua ragazza, fidanzata con il carrettiere Alfio. Lola, sposatasi con Alfio, finirà però per cedere alla corte di Turiddu, provocando lo scontro tra marito e amante. Secondo le regole del codice d'onore, la vicenda si concluderà con un mortale duello a coltellate.

Il racconto è esemplare della narrativa verista, sia per la tematica legata al "fatto di sangue", sia per l'essenzialità dell'esecuzione, quasi del tutto risolta nei dialoghi tra i personaggi, con l'aggiunta di poche notazioni di raccordo.
Noi così assistiamo allo svolgimento dell'azione come testimoni diretto, senza essere influenzati da giudizi o da digressioni dell'autore.
La collocazione della novella in un ambito regionale, oltre che dal tema, è data da precise scelte linguistiche messe in atto dallo scrittore: i nomi (Turiddu, Cola), gli appellativi (gnà Lola, titolo siciliano per le popolane equivalente a "donna", proveniente dallo spagnolo doña), i veri e propri inserimenti di frasi dialettali, le espressioni proverbiali i "le chiacchiere non ne affastellano sarmenti"), i costrutti sintattici popolari riportano realisticamente, pur in maniera mai troppo marcata, all'ambiente popolare siciliano.

Questi elementi sono assunti direttamente dai personaggi che dialogano tra loro, oppure vengono utilizzati dallo scrittore in una forma particolare di tecnica espositiva.
Si sentirà a questo proposito, subito all'inizio del racconto dall'alta voce capace di cogliere e valorizzare tutte le sfumature e i caratteri dei tanti "personaggi", si sentirà la maniera con cui viene descritta l'ira di Turiddu quando apprende la notizia del fidanzamento di Lola con Alfio...

"Dapprima Turiddu come lo seppe, santo diavolone!, voleva trargli fuori le budella dalla pancia, voleva trargli, a quel di Licodia!".

È lo scrittore che sta descrivendo, ma il discorso scivola insensibilmente verso una forma diversa di 'descrizione', tanto che pare stia parlando lo stesso Turiddu: a ciò portano la ripetizione del verbo volere e l'imprecazione "santo diavolone!"
La storia, attraverso questa via, segue i canoni dell'oggettività e pare svilupparsi da sé, passo dopo passo, parola dopo parola, volgendo in maniera fatale verso l'epilogo tragico.




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