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giovedì 31 luglio 2014

AGAMENNONE (Agamenon) - Vittorio Alfieri



  
Agamennone
Autore - Vittorio Alfieri
Lingua originale - Italiano
Genere - Tragedia
Fonti letterarie - Eschilo (Agamennone)
Seneca (Agamennone)
Ambientazione - La reggia in Argo

Personaggi

Agamennone
Egisto
Clitennestra
Elettra
Popolo
Soldati

Tragedia in versi in cinque atti di Vittorio Alfieri. Ideata nel maggio 1776 a Pisa, stesa in prosa nel luglio 1777, versificata dal febbraio al giugno 1778 e una seconda volta nell'estate del 1781, venne pubblicata a Siena nel 1781 e rappresentata al Teatro del Cocomero di Firenze nel dicembre 1792.


ATTO I

Durante la guerra di Troia il pelopide Egisto, bandito da Argo, vi è tornato per sedurre Clitennestra, moglie di Agamennone e appartenente alla nemica stirpe degli Atridi. Si avvicina ora il ritorno di Agamennone e le furie di Tieste, padre di Egisto ucciso da Agamennone e Menelao, esigono da Egisto il tributo di sangue nemico.
Clitennestra, tormentata dal ricordo della figlia Ifigenia, sacrificata da Agamennone, non vuole perdere l'amante. A frenare la passione di Clitennestra è sua figlia Elettra, affezionata al padre: le ricorda l'ostile genia di Egisto, interessato a usurpare i diritti di Oreste, il legittimo erede.


ATTO II

Agamennone è ormai approdato in Grecia e Clitennestra ottiene da Egisto un giorno di tempo per sondare gli umori del marito e decidere il da farsi, mentre Egisto si nasconde senza uscire dalla città. Agamennone entra in città, tra due ali di folla festante, ed Elettra lo accoglie travolta dalla gioia, mentre Clitennestra, alle affettuose parole di Agamennone a Oreste, ancora rugazzino, piange colpevoli lacrime.


ATTO III

Agamennone non riesce a spiegarsi la freddezza di Clitennestra. Elettra difende la madre, giustificandola con il dolore subito alla morte d'Ifigenia, e Agamennone, rassicurato, vuole sapere come mai Egisto si trovi ad Argo, e lo convoca a corte. Agamennone non tollera che un pelopide viva ad Argo e impone a Egisto di andarsene l'indomani. Clitennestra comprende cosi che il suo destino è legato a quello dell'amante, mentre Elettra cerca di convincerla d'aver scampato un pericolo.


ATTO IV

Clitennestra non vuole separarsi dall'amante e decide di uccidere con le proprie mani il marito, non appena apprende da Egisto che Agamennone s'è portato da Troia l'amante, Cassandra. Elettra, temendo insidie notturne ai danni di Agamennone, cerca invano di persuadere il padre ad anticipare il bando del pelopide, ma Agamennone è turbato dai rimproveri della moglie sulla presenza a corte di Cassandra. Egli rassicura la moglie che si tratta solo di una schiava e, per eliminare ogni sospetto, intende donargliela.


ATTO V

Al momento decisivo, Clitennestra esita a compiere il delitto, ma a convincerla è l'astuto Egisto. Clitennesra allora brandisce il pugnale e uccide il marito, saziando la sete di potere dell'amante, che vorrebbe assassinare anche il diretto erede al trono Oreste, messo in salvo da Elettra.


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