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giovedì 8 settembre 2011

SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ (Saturday, Sunday and Monday) - Eduardo De Filippo


    
SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ
Eduardo De Filippo

Commedia in tre atti - Composta nel 1959
inserita  nel gruppo di opere chiamata Cantata dei giorni dispari.
Prima assoluta - 6 novembre 1959 - Teatro Quirino di Roma


PERSONAGGI

Peppino Priore
Rosa, sua moglie
Giulianella, loro figlia
Rocco, loro figlio
Roberto, loro figlio
Antonio Piscopo, padre di Rosa
Amelia Priore, sorella di Peppino
Attilio, suo figlio
Raffaele Priore, fratello di Peppino
Federico, amico di Rocco
Maria Carolina, moglie di Roberto
Luigi Ianniello
Elena, sua moglie
Virginia, cameriera
Michele, suo fratello
Dottor Cefercola
Catiello, sarto

     
SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ

Cinema: Sabato, domenica e lunedì, film TV diretto da Lina Wertmüller nel 1990
TV: una trasposizione televisiva con regia dello stesso autore del 19 febbraio 1962

Interpreti: Sophia Loren, Pupella Maggio, Luciano De Crescenzo, Luca De Filippo
Durata: h 1.59 - Nazionalità:  Italia 1990  - Genere: drammatico
  



   
La commedia "Sabato, domenica e lunedì" è, per me, fra le più belle che Eduardo abbia scritto.
Sono tre giornate di una modesta famiglia borghese. Non solo nell'immortale villaggio leopardiano ma anche in una qualsiasi casa della piccola-borghesia, si maturano liete, nel sabato, le speranze per il successivo giorno di festa che, nel piccolo mondo del ceto medio culmina nel rito gastronomico.
Di questo rito la madre di famiglia è sacerdotessa austera e gelosa (e Rosa pianse quando suo marito Peppino elogiò eccessivamente i "maccheroni alla siciliana" cotti dalla nuora!).
Taciturno e scontroso capo di casa, soprattutto con la moglie (che lo ripaga di eguale scontrosità) è Peppino.
Fra loro non c'è che o freddezza o litigio per spirito di contraddizione.

Un ragioniere di media età, vicino di casa, è antipatico a Peppino e simpatico a Rosa: il ragioniere è gentilissimo, compitissimo, pieno di gentili pensieri soprattutto nei riguardi della signora Rosa: e Peppino non può soffrire tutte quelle cortesie.
A poco a poco si, comprende che Peppino vede nel povero ragioniere un corteggiatore, anzi, addirittura un amante della moglie.
Ed ecco che domenica, a metà del rituale banchetto di tutta la numerosa famiglia, nonno e nipoti compresi -, con l'intervento del ragioniere vicino di casa e la relativa consorte - la gelosia di Peppino esplode, denunciando apertamente la coppia, secondo lui, adultera.
Dallo sbalordimento per l'assurda rivelazione, la moglie passa dalla indignazione isterica all'offesa violenta, che chiude, drammaticamente, il secondo atto.

Al terzo atto, dopo una notte in cui nessuno di casa ha dormito, e domina un'atmosfera drammatica, Peppino è ormai convinto del suo errore; ed una scena di spiegazioni, fra i due coniugi, in cui l'atto culmina è fra quanto di più artisticamente perfetto possa essere indicato come esempio di recitazione; e rappresenta anche ciò che solo raramente può dare uno scrittore nell'approfondimento del cuore umano: questo vecchio banale e sbiadito marito amava questa vecchia ed insignificante consorte: e lei non gli voleva meno bene; anche se, creature semplici, prive di accorgimenti e di comunicativa, non avevano, per anni, saputo sciogliere i banali equivoci a poco a poco stratificatisi fra loro e liquidare le reciproche incomprensioni.

Non è isolata la coppia dei vecchi coniugi Peppina e Rosa: essi rappresentano lo stadio centrale di un ciclo familiare in cui di padre in figlio, si tramanda la mediocrità del sentire e dell'intendere; donde le alternative comiche e drammatiche.

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